Web Marketing - 06/11/2017 - gigi

Search Love London 2017: la formazione continua

Seguo Distilled da quasi 10 anni. I migliori talenti (non italiani) della Seo sono passati da questa agenzia che ha dato un contributo significativo nella crescita del nostro settore.
Galvanizzato dalla bella esperienza del BrightonSeo (ne ho parlato qui) ho deciso di partecipare al Search Love, l’evento creato da Distilled nel 2011.
Paddy Moogan, Wil Reynolds, Justin Briggs e Will Critchlow sono solo aluni dei prestigiosi nomi che ho avuto il piacere di incontrare e ascoltare in una due giorni intensa ed entusiasmante.

Link building = Paddy Moogan

Quando si parla di Link Building il primo volto che mi viene in mente è quello di Paddy. Oltre ad avere letto il suo libro (http://www.linkbuildingbook.com/) ho studiato tutti i suoi video perché è una vera autorità in materia. Ci sono tutti una serie di assunti su cosa serva per ottenere link (asset visuali magari interattivi, dati interessanti, relazioni con i giornalisti, il giusto tempismo…) che non sempre sono necessariamente richiesti. Ce ne ha parlato nel suo speech prendendo vari casi di studio e usandoli per fornire spunti e trucchi utili.

  1. Non sempre l’acquisizione di citazioni, condivisioni e link parte a canna. Succede che i giornalisti colgano un particolare aspetto della nostra “storia”, un’angolatura e da lì nasca poi la loro notizia.Riduci il rischio di produrre un contenuto non scalabile e aggiornabile: produci qualcosa che si possa riutilizzare ad esempio per diversi eventi durante l’anno oppure possa essere aggiornato e quindi riproposto. (es: https://www.vouchercloud.com/booziest-countries)
  2. Non puoi pensare che tutti i tuoi contenuti diventino virali e non ne hai neanche necessariamente bisogno. Questa infografica (http://www.ecardshack.com/blog/ladies-gentlemen-tech-boards) ha avuto una crescita graduale nel tempo e anche adesso guadagna link gradualmente.
  3. Impara anche dai canali e dalle tecniche tradizionali. Non servono necessariamente infografiche interattive ma possono essere sufficienti anche dei contenuti testuali di valore: come un contenuto di questo tipo, creato intervistando il manager dell’azienda e chiedendogli una serie di consigli e suggerimenti sul processo di recruiting.
  4. Non importa che brand rappresenti, importa la storia che hai da trasmettere che deve essere interessante e comprensibile. Per esempio questo contenuto http://www.eco2greetings.com/c/air-pollution/) è di un brand sconosciuto ma ha funzionato molto bene
  5. Investi molto tempo nella ricerca e nell’analisi dei dati per ottenere informazioni interessanti da far diventare infografiche
  6. Meglio investire più tempo così che sul design perché è importante avere una storia convincente e solida.

Justin Briggs e il video content marketing

Justin Briggs ha fatto un intervento diverso da quelli a cui ci aveva abituato.

In quest’occasione ha parlato di ottimizzazione di Video Content. Un intervento ricco di spunti e di strumenti utili da valutare per chi vuole creare un piano video piano editoriale.

Se Google rileva nella query un forte intento video, anche se la pagina è molto autorevole, non avere un video all’interno potrebbe essere molto penalizzante in termini di visibilità. Per questo è necessario dedicare del tempo ad analizzare le query, classificare quelle con intento video non limitandosi a guardare gli snippet video presenti in serp ma analizzando le pagine di destinazione. Su mobile questo comportamento è ancora più accentuato e non c’è da stupirsi se Google sta spingendo sempre di più su ricerca visuale e vocale (ne abbiamo parlato qui).
Qualche spunto utile:

  • Con Semrush confronta il tuo sito con Youtube per trovare le parole chiave per le quali non hai creato un video.
  • Usando screaming frog estrarre dai siti dei competitor le pagine che contengono video Youtube per farsi un’idea di cosa propongono loro
  • Inserire Youtube in Semrush per ottenere parole chiave interessanti usando i filtri
  • Utilizzate strumenti come Ytcockpit per avere più insight sulle parole chiave da usare
  • Utilizzate TubeBuddy per ottimizzare i video facendo una comparazione con i video che rankano meglio del tuo
  • Ottimizzare i video per l’exact match soprattutto nel titolo e nella descrizione
  • Create un contenuto granulare: un video generico composto da parti video specifiche. Ad esempio “Come pitturare una stanza” suddiviso in capitoli “Come pulire il pennello”, “Come usare il rullo”, etc etc. Google sta facendo un grande lavoro di classificazione dei video etichettando le parti all’interno del video per riuscire a mandare il visitatore direttamente nelle sezioni interessate.

La potenza di Power BI per aggregare e ottenere preziosi insight

Wil Reynolds è sempre un vulcano di idee e di creatività applicata al search marketing.

Questa volta ha utilizzato dati reali di un suo cliente (PetDoors.com) per mostrare come aggregare dati fra diverse fonti (semrush, stat, google search console query, etc,etc,) e creare viste diverse dal solito con Power BI, lo strumento di visualizzazione interattiva di Microsoft.

L’importanza dell’intento di ricerca

Rob Bucci è il fondatore di STAT un servizio di monitoraggio del ranking con funzioni di analisi molto interessanti. Nel suo speech ha parlato di intento di ricerca, aiutato da dati raccolti in diversi settori mercelogici.

Ne sono usciti preziosi consigli da applicare nelle nostre analisi:

  • Quando è prevalente la presenza di Google Shopping, è per forza necessaria una strategia paid
  • Certi siti sono imbattibili (es. Wikipedia) trova altri campi di battaglia
  • Guarda con attenzione la topologia della SERP perché non è frutto di casualità e ti aiuta a capire che tipo di contenuto devi produrre

Prima ancora dell’uso dei tool è necessaria una analisi qualitativa delle parole chiave. Classificando le parole chiave a seconda degli intenti di ricerca, raggruppando le parole chiave, analizzando il tipo di risultati e ottimizzando il contenuto per l’universal search (il giusto contenuto per il giusto momento).

Gli interventi successivi hanno coperto anche tematiche paid e social ognuno fornendo preziose dritte e tante chicche interessanti che riporterò nei prossimi post.
Questi i link per consultare le slide dei diversi relatori:

Lascia un commento