Il count-down al social media strategies day ci ricorda che manca poco più di 1 giorno all’evento del 12 Ottobre a Milano. Il programma della giornata prevede una serie di interventi a cura dei più importanti esperti italiani nel campo dei social e del web marketing.

All’interno del blog realizzato per l’evento, sono state raccolte le interviste ai relatori. Ognuno di loro ha risposto a 3 domande:

Social Media Strategies Milano

“I social network si muovono in una forbice che ha per estremi la professionalità degli esperti da una parte, le accuse di fuffa dall’altra. Come fai capire alle aziende, ai tuoi clienti che la presenza su queste piattaforme, se ben pianificata e mirata ad un obiettivo, può portare dei benefici?”

Anna Covone, carto(seo)mante di Youtube, ci conferma che i clienti sono sempre più consapevoli dell’importanza di essere sui social, non è comunque facile far capire loro i benefici che ne possano scaturire. Luca Bove, il mago della local search, rivela che spesso le aziende decidono di intraprendere questa nuova strada del marketing per semplice emulazione dei competitor.

La strategia messa in atto da Veronica Gentili, l’alchimista dei post Facebook, fa leva sui danni del non essere presenti in modo strategico: senza l’ascolto dei propri target, un’adeguata analisi e pianificazione non si possono raggiungere obiettivi reali.

Tutti i relatori concordano sulla necessità di fornire al cliente le giuste indicazioni, cercando di sfatare i falsi miti derivanti da una cattiva informazione oppure da social media manager “fuffoni”.

 

“Utilizzi dei tool in particolare nella tua attività quotidiana? A quali non rinunceresti mai? Ce n’è uno che consiglieresti in assoluto?”

Il tool utilizzato all’unanimità è senz’altro Hootsuite: consente la schedulazione dei post su tutti i social più diffusi. Ciascuno impiega gli strumenti più utili al proprio campo d’azione: il compositore Angelo Marolla non rinuncerebbe mai agli enormi vantaggi che Topsy e TweetSeeker offrono nella fase di ricerca e monitoraggio Twitter. Altri non si fidano e affidano a strumenti che non siano il proprio fiuto ed esperienza, ecco quindi che il cavaliere delle vendite F-commerce Jose Gragnaniello preferisce impiegare le ricerche interne a ogni social per non perdere nulla.

 

“Facebook, Google+, Twitter, Instagram, Vine, Foursquare, Linkedin; Youtube. Una miriade di piattaforme. A tuo avviso quale può potenzialmente garantire i migliori risultati in termini di business? Sei dell’idea che una strategia integrata, che coinvolga i social più congeniali all’attività del cliente, sia la soluzione ideale?”

Questo è uno dei temi più discussi e contrariati di tutto il panorama social: nessun dubbio sulla fondamentale importanza dei social (altrimenti che ci andiamo a fare all’evento social media strategies?!), le correnti opposte nascono però quando si tratta di elaborare una strategia e scegliere l’approccio corretto. Anche tra i nostri expert emergono opinioni contrastanti. Valentina Vellucci, la principessa dei social, sostiene che debbano essere “pochi, ma buoni”: pazienza, concentrazione e controllo del proprio target aiutano l’azienda a scegliere il canale principale, si passa poi alla realizzazione di una strategia integrata sui “social minori”. Di tutt’altro avviso è invece Michele Mannucci, lo stregone dei digital assets: dopo un’analisi centrata al 100% sull’utenza, deve essere scelto un solo canale e poi va adottato un approccio “a scalare”; la strategia integrata è una strada percorribile dai grandi brand che già possiedono un ampio numero di fan e hanno a disposizione budget importanti.

 

Tra poche ore avrà inizio il #SMStrategies: ascolteremo gli speech di strateghi, alchimisti, saggi e molto altro, il tutto organizzato e diretto dal maestro di corte Giorgio Taverniti.

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